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Contratti e appalti: la pianificazione nel Nuovo Codice degli Appalti Pubblici

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Con l’entrata in vigore del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), la pianificazione degli appalti non è più soltanto una buona prassi gestionale, ma diventa un obbligo normativo per tutte le Pubbliche Amministrazioni. La corretta programmazione, infatti, rappresenta la prima e imprescindibile fase per garantire trasparenza, efficienza, qualità e legalità in ogni procedura di affidamento.

Secondo quanto previsto dal nuovo quadro normativo, le PA devono adottare strumenti digitali e metodologie avanzate come il BIM, inserendo la pianificazione all’interno di una strategia integrata di gestione dell’intero ciclo dell’appalto. L’assenza di una pianificazione accurata, conforme al Codice, può compromettere la legittimità delle procedure e impedire l’accesso ai finanziamenti pubblici.

Con il Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, pianificare non è più una scelta: è un obbligo normativo

La pianificazione degli appalti pubblici, oggi, non si limita a scegliere il fornitore più vantaggioso o a negoziare le clausole contrattuali. Deve rispondere a precisi obblighi di legge e comprendere una serie di attività strategiche orientate a:

  • Individuare in modo strutturato il fabbisogno: attraverso la definizione puntuale degli obiettivi pubblici e la programmazione biennale degli acquisti, come previsto dagli articoli 37 e 38 del Codice
  • Allocare risorse economiche, tecniche e umane in maniera coerente con i vincoli di bilancio e i tempi previsti
  • Programmare con rigore i tempi: stabilendo cronoprogrammi conformi ai tempi procedurali e alle tempistiche di attuazione previste dalla normativa
  • Controllare e rendicontare i costi: in modo tracciabile e documentato, come richiesto dalla digitalizzazione dei contratti pubblici.

Elementi essenziali di una pianificazione conforme al Nuovo Codice

  • Cronoprogramma vincolante
    • La definizione delle scadenze, dalla progettazione alla pubblicazione del bando fino alla fase esecutiva, è oggi parte integrante della documentazione obbligatoria per indire l’appalto
  • Valutazione economica trasparente
    • I costi devono essere stimati in modo puntuale e aggiornato, utilizzando prezzari ufficiali e criteri di sostenibilità, come previsto dall’art. 41 del Codice
  • Analisi preventiva delle risorse disponibili
    • Le stazioni appaltanti devono verificare anticipatamente la disponibilità di risorse interne ed esterne (competenze, fornitori, tecnologie), anche per valutare l’opportunità di aggregazione degli acquisti
  • Redazione accurata dei documenti di gara
    • Capitolati, contratti e disciplinari devono essere coerenti con il progetto e con le modalità digitali previste dal nuovo ecosistema dei contratti pubblici
  • Comunicazione digitale e interoperabilità
    • La gestione delle comunicazioni e dei flussi documentali deve avvenire in formato elettronico, nel rispetto degli standard interoperabili fissati dal Codice.

Tempi, costi e risorse: come evitare errori e inadempienze

Una pianificazione approssimativa può tradursi in ritardi, aumento dei costi, contenziosi e, nei casi più gravi, nell’annullamento della procedura di gara. Per questo, il Nuovo Codice prevede:

  • Tempi: monitoraggio costante tramite strumenti di project management e interoperabilità dei dati
  • Costi: adozione del value engineering e di modelli economici trasparenti per evitare sprechi
  • Risorse: qualificazione e scelta consapevole di fornitori e operatori economici, anche tramite elenchi dinamici.
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La digitalizzazione come condizione abilitante

Il Nuovo Codice degli Appalti impone l’utilizzo di piattaforme digitali certificate, ambienti di Common Data Environment (CDE) e, nei lavori di importo rilevante, l’adozione obbligatoria del BIM (Building Information Modeling). La pianificazione deve quindi basarsi su dati strutturati e su strumenti informatici capaci di supportare la PA lungo tutto il ciclo di vita dell’appalto.

Una fase strategica, non rinviabile

Per le Pubbliche Amministrazioni, adeguarsi al nuovo impianto normativo è oggi una necessità urgente e improrogabile. La pianificazione non è solo un dovere, ma una leva strategica che garantisce efficienza, trasparenza e qualità nella spesa pubblica.

Affidarsi a professionisti qualificati come Id 11, in grado di integrare competenze tecniche, normative e digitali, rappresenta la scelta vincente per accompagnare le PA nella piena attuazione del Codice.

Pianificare con competenza oggi significa prevenire criticità domani e assicurare il successo dell’appalto.

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